Il Nepal, la scuola e la lezione del terremoto PDF Stampa E-mail

La lezione del Nepal, le scuole e il diritto alla spensieratezza e alla sicurezza

Marco Mucciarelli (OGS) e Angelo Masi (Reluis) raccontano le azioni che verranno intraprese in Nepal con il progetto Anpas e l'importanza della sicurezza e della prevenzione del rischio sismico.

“La riduzione degli effetti dei terremoti è una corsa contro il tempo. Anche in Italia oltre al diritto all’istruzione dobbiamo garantire il diritto alla sicurezza e, quando si tratta di una scuola e di bambini, dobbiamo garantire la sicurezza e il diritto alla spensieratezza: bambini spensierati per genitori pensierosi”, dice il Prof. Angelo Masi (Reluis).

 

 

Il rischio sismico in Nepal era noto fosse alto e, all’indomani del terremoto, la situazione dell’edilizia scolastica è da risistemare.
Secondo Marco Mucciarelli (OGS) “il terremoto è avvenuto sulla faglia dove lo si aspettava e ha danneggiato sugli edifici più vulnerabili. I nepalesi stavano lavorando molto bene per ridurre il rischio, soprattutto sulle scuole: purtroppo il terremoto è avvenuto prima che avessero completato il loro programma di adeguamento antisismico”.

Masi sottolinea poi il ruolo fondamentale lo hanno le classi professionali e ciò che Reluis farà in Nepal: “c’è bisogno di fare prevenzione strutturale, ma anche azioni preliminari ed è di trasferire le conoscenze che abbiamo nella geofisica e nella geologia in Italia. Ed è uno strumento importante che forniremo dando il nostro contributo ai professionisti locali affinché possano progettare interventi. Coniugheremo la soluzione tecnica migliore con il costo minore possibile"

“Come OGS contiamo di portare dei materiali che servono ai professionisti locali per la caratterizzazione dei terreni di formazione, dei corsi al personale locale” prosegue Mucciarelli. “Oltre che fare delle indagini scientifiche nostre: in particolare stiamo sviluppando degli accelerometri a basso costo ma di buona qualità che permettano un monitoraggio efficace degli edifici strategici in paesi a basso reddito”

Anpas: scuole sicure in un sistema complesso. “È importante avere scuole sicure e docenti e ragazzi informati, ma per non rendere vani i vari progetti di scuola sicura occorre che il sistema scuola sia inserito nel contesto più ampio del piano comunale di protezione civile mantenendone accessibilità e connessione con il territorio” afferma Carmine Lizza, geologo e responsabile Protezione Civile Anpas. “In caso di un’emergenza, le scuole devono poter far parte di una macchina organizzativa dei soccorsi che deve tener conto anche del concetto di esposizione: non basta saper fare un’evacuazione, ma bisogna tener conto di variabili come gli orari, l'affollamento, le distanze dai luoghi di lavoro dei genitori, della mobilitazione dei mezzi e dei soccorsi a seconda anche del territorio”.

“La cosa importante che dobbiamo imparare da questo terremoto è che ogni giornata lasciata passare senza prevenzione è una giornata persa” conclude il prof. Marco Mucciarelli

I dati. Secondo la struttura di missione Italia Sicura sono 1.639 le scuole sicure che saranno interessate dagli interventi di messa in sicurezza ed agibilità del piano per l’edilizia scolastica del Governo. Secondo il rapporto Ecosistema Scuola il 32,5% degli edifici necessita di interventi di manutenzione urgente. Il 41,2% è in aree a rischio sismico, ma solo il 22,2% delle scuole ha effettuato la verifica di vulnerabilità sismica.

Il disegno di Isho dall'Istituto Motherhood Care Nepal

Istituto Motherhood Nepal - il disegno di Isho


Il progetto ANPAS : formazione di geologi e ingegneri locali (con RELUIS e OGS), assistenza all'infanzia e ampliamento dell'orfanotrofio

In seguito al terremoto che ha colpito il Nepal lo scorso 25 aprile, Anpas, ReLUIS (Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica) e OGS (Istituto di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale) promuovono una raccolta fondi per la ricostruzione dell’orfanotrofio Motherhood Care Nepal a Lalitpur, vicino a Kathmandù, e la formazione di tecnici locali per la ricostruzione.

mappa progetto Anpas OGS ReLuis LalitpurIn questo momento i bambini più piccoli sono i più vulnerabili, soprattutto nei villaggi intorno a Kathmandù, quelli più vicini più vicini all’epicentro del terremoto e ad alta densità di popolazione. In questa zona, dove le costruzioni erano più fatiscenti, sono crollati quasi tutti gli edifici e si è registrato il più alto numero di vittime.
 
Per questo, per la prima volta, un'associazione di volontariato, Anpas, e due centri di ricerca, collaborano a un progetto di ricostruzione dell'istituto a Laitpur volto alla protezione dei bambini, al sostegno alle famiglie e alla formazione di personale locale.
ANPAS sostiene l’istituto Motherhood Care Nepal dal 2007 per le adozioni internazionali e, insieme al personale locale, ha realizzato importanti progetti nella zona di Jhapa.
 
OGS e ReLUIS si impegnano a garantire che la scelta del sito e la progettazione antisismica dell’ampliamento dell’istituto saranno conformi ai migliori standard, e saranno usati come esempio pratico al termine di attività di formazione e sostegno dei geologi ed ingegneri locali che saranno svolte in una prossima missione in Nepal.
 
Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas commenta: “Un disastro epocale che sentiamo i numeri e non ci rendiamo conto ma non lo stiamo vivendo. in italia abbiamo avuto esempi di sofferenza di vite umane perse e questo ci deve far pensare sull’opportunità di vicinanza e condivisione di problematica in tutto il mondo”.
 
 
 
   

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 Anpas per il Nepal

 

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Il 25 aprile una scossa di magnitudo 7,9 ha colpito il Nepal, provocando la morte di più di cinquemila persone, secondo gli ultimi bilanci. Ventiquattr’ore dopo, un’altra scossa, di 6,7 gradi, e una nuova valanga sull’Everest. Sono più di 3.700 le vittime causate dal terremoto che ha colpito il Nepal nel fine settimana. Il bilancio, secondo le autorità locali, è destinato a salire e molti centri abitati, soprattutto quelli vicino alle montagne, risultano irraggiungibili. I feriti sono più di 6.500. 

Insieme all’invio di esperti della Commissione Europea in materia di aiuto umanitario e protezione civile nella zona colpita dalla Crisi, l’UE ha messo a disposizione 3 milioni di euro. L'aiuto d'emergenza della Commissione mira a soddisfare i bisogni più urgenti nelle aree maggiormente colpite, fornendo acqua pulita, medicinali, ripari d'emergenza e strutture di telecomunicazioni.


Anpas in Nepal, il progetto


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Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Settembre 2015 07:41
 

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